Progetto operativo

ASPETTI IDEALI ED OPERATIVI

Storia

L’associazione nasce quando due persone, provenienti da strade e generazioni diverse, scelgono di sperimentare una singolare alleanza e di continuare a “viaggiare” insieme condividendo con le persone incontrate o in sosta sul margine dei loro percorsi, un bagaglio caratterizzato da esperienze umane significative.

 

Visione, Identità e Valori

La visione di comunità che vogliamo proporre è quella di una collettività che ama la propria terra, ne valorizza le tipicità e si fa carico dello sviluppo sociale locale assumendo in proprio, prima come singoli cittadini e poi come associazioni e istituzioni, la cura delle persone e dei gruppi deboli in modo significativo e continuativo, salvaguardandone e difendendone la dignità. Una cura che vede il margine come “valore”, una riserva di “umanità” in grado di dare un orizzonte di senso alla vita e di generare una nuova base per l’esistenza, fondata sul valore delle relazioni interpersonali.

Il “bagaglio essenziale”, che parla della nostra identità e dei nostri valori, contiene tre elementi:

  1. L’impegno per un lavoro squisitamente educativo sulle problematiche sociali del territorio. Si vuole, pertanto, escludere un coinvolgimento di tipo assistenziale, ma nello stesso tempo, attraverso gli strumenti educativi,  si desidera salvaguardare la funzione di stimolo e di  supporto per i gruppi che lavorano nei vari settori dello sviluppo sociale;
  2. Una prassi nonviolenta, dove i mezzi sono congruenti ai fini, legata al rispetto della persona e della sua libertà di espressione e, anche,  al richiamo alla responsabilità per gli impegni assunti;
  3. I principi di riferimento quali:

Custodire la dignità, non ritenendo naturale l’ingiustizia e la sofferenza, la sottomissione o l’oppressione.

-Considerare il margine come una situazione esistenziale che ognuno può essere chiamato a vivere,  scorgendovi le potenzialità per divenire frontiera verso una umanità migliore.

-Credere  nel valore del proprio impegno sociale e dargli credibilità con uno stile di vita e, dove occorre, pagando di persona per le proprie scelte.

-Dare un senso ai progetti educativi, vivendoli come  un tentativo di fornire delle risposte ben ponderate ad esigenze concrete e collettive espresse da chi vive una marginalità.

-Riconoscere e gestire le proprie emozioni e suscitare emozioni e sentimenti per mettere in cammino chi ci è affidato, considerando lo sguardo contemplativo la chiave per cogliere l’essenza delle cose.

Questi principi sono espressi in maggior dettaglio nell’ottalogo allegato.

 

Finalità e azioni

la “Mission” che vogliamo assumere è cosi espressa:

Favorire la costituzione di gruppi di impegno, sempre più ampi, sperimentando delle vere alleanze tra generazioni, per vivere esperienze educative e stili di vita nel proprio contesto, che siano anche dei segni per la comunità cittadina, un invito a costruire una collettività che sappia amare la propria terra e farsi carico delle situazioni di disagio, proiettandosi verso il futuro.    In concreto: -Attivare percorsi di formazione e accompagnamento di volontari per interventi educativi in contesti locali di povertà ed emarginazione dove è presente l’Associazione;  -Attivare percorsi di formazione e accompagnamento di giovani e bambini, per aiutarli ad avere uno sguardo nuovo sulla realtà che li circonda al fine di costruire un futuro più a dimensione umana;  -Stimolare la nascita di gruppi locali di Auto Mutuo Aiuto tra persone con stessa situazione di disagio, sostenerli nel tempo e metterli in rete;  -promuovere e realizzare progetti di intervento in situazioni di particolare emergenza, privilegiando interventi psico-pedagogici, socio-sanitari e formativi mirati alle fasce disagiate con l’obiettivo di un adeguato reinserimento sociale: scopo da raggiungere anche con interventi mirati alla costruzione e alla gestione di strutture adeguate agli interventi stessi; -Fungere da collegamento e creare alleanze tra realtà che si occupano di educazione e sviluppo sociale, collaborando con enti e Istituzioni, nell’ottica del sistema di valori presentato; -Favorire la conoscenza delle risorse umane e delle tipicità del territorio  per disegnare scenari di sviluppo  condivisi dalla comunità locale.

 

E’ fatto divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle sopra menzionate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse. In particolare campagne di sensibilizzazione; promozione di occasionali raccolte pubbliche di fondi; ideazione e realizzazione o promozione e partecipazione di/a mostre, convegni, conferenze, dibattiti, seminari, proiezioni di film e documentari, concerti, manifestazioni, viaggi; lezioni, corsi di aggiornamento, ideazione di bollettini, opuscoli, saggi, manualistica.

 

La Mission vuole generare nella comunità un capitale sociale elevato e significativo e si concretizza nelle azioni messe in campo. In un lavoro per progetti, pensiamo che vadano realizzati interventi educativi di base, interventi prospettici che disegnano ipotesi di futuro, ricerche sul territorio, gruppi di lavoro su tematiche e laboratori per interventi in situazioni di disagio .

 

Le azioni di base,  che evidenziano il valore dell’educazione per affrontare le diverse problematiche sociali, mirano a:

– Far acquisire l’idea di educazione come mezzo di emancipazione e di riscatto delle realtà emarginate, e gli strumenti minimi per accogliere le sollecitazioni e  valorizzare le risorse presenti nei gruppi sociali deboli, collaborando con enti, istituzioni e persone che vivono e operano nello spirito “senza frontiere”.

Obiettivo da raggiungere attraverso i corsi per Educatori di Avamposti.

Favorire e sostenere la nascita di gruppi di Auto Mutuo Aiuto, certi che lo sviluppo sociale della comunità locale può avere un suo momento chiave nella loro crescita. In tali gruppi le persone che condividono disagi,  per uscire da situazioni di marginalità, uniscono le proprie risorse ed attraverso il sostegno reciproco e l’attenzione di chi è loro accanto, iniziano un cammino per il superamento della propria condizione di vita e, di riflesso, per il positivo cambiamento di tutta la realtà sociale.   

Obiettivo da raggiungere attraverso i corsi per Facilitatori di gruppi di Auto Mutuo Aiuto. I facilitatori sono persone capaci di promuovere la nascita locale dei gruppi AMA, di sostenerli nelle problematiche educative, metterli in rete e farli divenire nuclei di condensazione per  attivare la partecipazione dal basso ai processi sociali significativi.

 

Le azioni prospettiche, che  pongono le basi per un cambiamento in tempi lunghi, agendo su una diversa visione e stile delle relazioni, mirano a:

– Sviluppare percorsi basati su un apprendimento di tipo esperienziale, per aiutare i giovani ad avere uno sguardo nuovo sul vissuto quotidiano, valorizzando le relazioni interpersonali, in particolare con le persone socialmente più deboli, e incentivando un’alleanza tra generazioni. Promuovere nei giovani  una coscienza della propria identità affettiva, favorendo la comprensione dei sentimenti altrui e la capacità di assumere altri punti di vista, sostenerli nello sforzo formativo e informativo per affrontare gli studi nelle varie università con l’obiettivo di mantenere un’attenzione al proprio territorio.

Obiettivo da raggiungere attraverso i corsi per Giovani Avamposti, che prevedono il coinvolgimento delle famiglie.

– Sviluppare percorsi basati su un apprendimento di tipo esperienziale, per aiutare i bambini a migliorare la percezione di se e la comunicazione verso coetanei, insegnanti e genitori. Evidenziare, inoltre, le problematiche relative ai disagi tra alunni e tra alunni e gruppo classe, cercando di  suggerire ipotesi per il loro superamento e/o proporsi come mediatori nella gestione delle problematiche, impiegando metodi nonviolenti.

Obiettivo da raggiungere attraverso i corsi per Artigiani di Pace, che prevedono il coinvolgimento degli insegnanti e delle famiglie.

 

Di particolare importanza è, infine, l’avvio di:

– Laboratori educativi, denominati –Prove di volo-, per lo studio di percorsi che consentano il superamento delle situazioni di emarginazione grave, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro misti -portatori e non di disagio-;

– Gruppi di lavoro per la possibile interazione tra educazione, capitale sociale e responsabilità sociale d’impresa;

– Ricerche sulle problematiche del territorio.

 

Metodi e Strumenti

Il progetto viene completato dai metodi e dagli strumenti opportuni per mettere in atto le azioni.

Metodo di lavoro

Il metodo di lavoro proposto è quello simbolico del “Viaggio”, attraverso vari passaggi, in particolare i quattro dell’esodo, dell’errare, del rischio e della meta;

Strumenti

Gli strumenti da impiegare sono:

  • La formazione dinamica, rivolta a gruppi di apprendimento con ridotto numero di presenze, che pone una particolare attenzione alla comunicazione non verbale, per generare una coscienza delle emozioni;
  • L’alleanza intergenerazionale per costruire un ponte tra passato e futuro;
  • L’esperienza di margine per spogliare dalle pseudocertezze e imparare a comunicare con persone di contesti diversi, sottolineando l’importanza delle domande “perché educare?” e “chi coinvolgere nel cammino educativo?”;
  • L’attenzione al proprio quotidiano con l’impiego delle tecniche narrative per cogliere il valore delle relazioni. Queste ultime, nelle varie forme autobiografiche, conversazionali, narrative e di gruppo, comprendenti l’impiego del diario personale (con rilevante valore emotivo) e del diario di bordo (con grande valenza di gruppo);
  • Gli interventi educativi affidati a piccoli gruppi dove vengono curate le dinamiche relazionali.

 

Gruppi di lavoro e alleanze

Sono stati evidenziati i gruppi di lavoro e le alleanze possibili per raggiungere le finalità dell’Associazione.

Gruppi di lavoro

Strategia e ricerca, progettazione e valutazione, formazione e aggiornamento

Realizzazione progetti, informazione

Gestione risorse

Alleanze

Le alleanze ipotizzate riguardano attualmente (2011): Gli Educatori Senza Frontiere ESF, in particolare Piera Vitelli della comunità Exodus di Tursi, L’associazione AMA di Trento, la Bottega del Mondo “Il filo di Arianna” di Massafra, Il gruppo di lavoro di Achille Rossi del Doposcuola di Riosecco (Città di Castello), il Centro Hurtado di Fabrizio Valletti di Scampia- Napoli, i Maestri di Strada di Napoli con Cesare Moreno, la Fondazione don L. Milani di Lungro con Edoardo Martinelli.

 

Valutazione dello stato dell’Associazione

La valutazione di come vive l’associazione al suo interno è fondamentale per superare le difficoltà, rimotivare ed eventualmente ridisegnare i gruppi di lavoro. Essa può essere eseguita annualmente, valutando i punti di forza (aree di eccellenza) e di criticità (elementi che ostacolano la crescita), relativi agli eventi interni, e le opportunità e le minacce (derivanti da cambiamenti legislativi, situazioni sociali e stili di vita nuovi), che riguardano gli eventi esterni.

 

Rendicontazione delle attività e Comunicazione

La rendicontazione dell’attività, oltre a dare informazioni sulla coerenza tra gli obiettivi proposti e l’operatività quotidiana, è fondamentale per condividere le esperienze maturate e per coinvolgere maggiormente nella “mission” gli interlocutori -portatori di interesse o stakeholder- sia istituzionali (persone del margine, persone  coinvolte nei corsi e nelle attività, opinione pubblica ed Enti Locali) che funzionali (operatori, volontari su progetto e risorse).

Crediamo sia utile realizzare la rendicontazione attraverso delle Newsletter, dei Report periodici (resoconti -comunicazioni sulle singole attività svolte) e, possibilmente, il Bilancio sociale.

L’associazione pone una particolare attenzione alla comunicazione, fondamentale per favorire lo sviluppo partecipato della comunità locale. Essa mira a sensibilizzare sulle situazioni di margine e sulle possibilità di affrontarle, ponendole in un quadro socioeconomico e politico di ampio respiro, e a interessare all’azione di sostegno ai progetti che si vanno realizzando

 

Coinvolgimento della comunità locale

La comunità può essere coinvolta, oltre nella partecipazione ai corsi di formazione e nell’inserimento nei progetti e nelle diverse attività poste in essere, nel sostenere in varie forme le proposte dell’associazione. Il sostegno può essere offerto in qualità di “risorsa” per: -favorire la nascita di un’ampia opinione condivisa sull’azione dell’associazione; -donare all’occorrenza del tempo, sotto forma di “lavoro volontario”, dei “beni materiali” e, in via eccezionale, del “denaro” per realizzare i progetti, la loro manutenzione e il miglioramento degli ambienti in cui si svolgono le attività.  Il dono viene proposto e accettato se può essere di stimolo ad una modifica dello stile di vita, nel senso di tendere ad una sobrietà che migliora le condizione sociale di tutti.

Agli stakeholder e a tutte le persone coinvolte con l’associazione, vengono riconosciuti, attraverso un Codice Etico da elaborare, dei diritti quali: conoscere la destinazione ultima di quanto donato, avere la possibilità di esprimersi sulle scelte significative, essere coinvolti nei momenti pubblici e in microesperienze.

Per quanto riguarda le relazioni con gli Enti Pubblici, in particolare le Istituzioni Educative, i rapporti, salvaguardando le  specifiche competenze, si vuole che siano improntati al rispetto della pari dignità.

 

 

OTTO PUNTI DI RIFERIMENTO CON CUI CONFRONTARSI DURANTE IL CAMMINO

 

1- Custodisci la dignità

Mantieni viva l’indignazione, non considerare naturale l’ingiustizia e la sofferenza.

 

2- Ne maggiore, ne minore

Sii eticamente rigoroso: non opprimere, ne permettere che altri ti opprimano. I principi contano e si evidenziano nelle scelte quotidiane.

 

3– Il margine contiene una risorsa inespressa di umanità

Il margine è una situazione esistenziale che ognuno può essere chiamato a vivere, esso ha in se le potenzialità per divenire frontiera verso una umanità migliore.

 

4- La credibilità richiede i segni delle ferite

Credi, senza timore, nel valore del tuo impegno sociale, tenendo presente che non si può abitare il margine senza sobrietà e senza sporcarsi le mani.

 

5- Meglio il rischio di sbagliare con gli ultimi che illudersi di fare cose giuste senza di loro o contro il loro interesse

I progetti educativi hanno senso se sono un tentativo di dare delle risposte ad esigenze concrete e collettive, anche inespresse, emerse “dall’ascolto” e dalla condivisione dei disagi, delle sofferenze, delle contraddizioni di chi vive una marginalità.

 

6- Prima di iniziare un progetto occorre chiedersi chi paga in caso di insuccesso.

Non possiamo caricare sulle spalle degli altri pesi che noi non sopportiamo. Per ridurre i rischi dobbiamo accogliere l’esperienza di chi ci ha preceduti e predisporci, nel confronto, ad essere autocritici ed accettare i nostri errori e i nostri limiti.  

 

7- Un impegno educativo richiede di riconoscere e gestire le proprie emozioni e suscitare emozioni e sentimenti per mettere in viaggio.

Un educatore di margine ha un compito essenziale: aiutare a “volare” dentro, prima di aiutare a “volare” nella vita.      

 

8- La contemplazione è la chiave per cogliere l’essenza delle cose ed essere liberi.

Per un viaggiatore del nostro tempo, la contemplazione consente il superamento dell’individualismo, vissuto come riconoscimento personale e possesso, e avvia verso la fraterna condivisione

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  • Artigiani di pace

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