– ABSTRACT –

Studio del disagio vissuto dagli studenti delle Scuole Secondarie di Mottola durante la Pandemia

Lo studio si pone l’obiettivo di approfondire a livello locale le problematiche originate dalla pandemia, nella vita personale e scolastica degli studenti, e di elaborare delle indicazioni per migliorare i percorsi educativi. 

Sono stati utilizzati due test, uno dovuto a Sharp e Smith e modificato nel tempo e un altro approntato dal gruppo di lavoro, ai quali sono stati sottoposti 277 studenti di 14 classi, 6 della Scuola Media, 4 del Liceo e 4 del Tecnologico-Professionale di Mottola.  

Dopo aver esaminate le modalità sperimentali  e l’attendibilità dei test, si è proceduto all’analisi dei dati raccolti. Per il primo test La mia vita scolastica, si sono presi in esame gli indici di bullismo IB, di prepotenza IP e di pro-socialità IPr, confrontando anche i risultati con quelli raccolti da una ricerca effettuata nelle stesse scuole nel 2011. Gli indici IPr presentano valori confrontabili con il passato e vanno dal valore soglia di 50 per la Scuola Media, a 57,3 del Liceo e a 67,5 del Tecnologico, in proporzione inversa agli altri indici, indicando come variano le interazioni nel gruppo classe con l’età e lo stile del lavoro scolastico. 

Per il secondo test, la prima parte riguarda i Vissuti Personali e contiene le risposte a gruppi di quesiti,per due di questil’Alterazione dell’umoreeleProblematiche con l’alimentazione, sono emersi aspetti interessanti. “Tristezza” e di “ansia” hanno interessato rispettivamente oltre il 45% degli allievi delle scuole medie e un terzo degli studenti di tutte le scuole. In merito all’alimentazione, “l’eccessiva assunzione di cibo” ha riguardato il 36,6% dei ragazzi della Media, e il ”rifiuto del cibo” ha toccato un quarto delle femmine dell’Istituto Superiore. La seconda parte del test, i Vissuti in DAD,si presenta anch’essa suddivisa in gruppi di quesiti e il primo di questi Gestione della DAD ha attirato l’interesse in merito alla “disattenzione“ e alla “difficoltà di comprensione delle spiegazioni”, correlati tra loro, e alle “difficoltà dal punto di vista tecnologico”. Sembra che oltre il 70% degli studenti delle scuole superiori e della media hanno vissuto queste problematiche. Per i quesiti relativi a Relazioni e interessiil “rapporto” con i compagni di classe e i docenti sembra peggiorato solo per il 10-15%, mentre per quelli delle Problematiche particolari,circa il 40% degli studenti intervistati non sa se riuscirà a “colmare le lacune accumulate nella preparazione scolastica”. Le risposte aperte alla domanda “Tornando a scuola cosa si dovrebbe fare per ripartire”, che conclude il secondo test, sono state raccolte in tre gruppi ed esattamente: Curare le relazioni; Recuperare le carenze nello studio; Offrire sicurezza per la pandemia. La loro analisi, molto importante sia per una verifica dell’attendibilità dei dati raccolti attraverso i test che per le indicazioni che se ne traggono, porta rispettivamente a valori che mediamente sono 23%, 42% e 35% . 

La lettura degli esiti del lavoro, alla luce anche delle tante ricerche fatte in questo periodo,vuole offrire indicazioni alle varie realtà scolastiche locali allo scopo di costruire un futuro educativo che tenga conto del momento di crisi che si sta attraversando. I tre scenari che emergono, legati anche ai bisogni espressi direttamente dagli allievi, e che sono delineati nella conclusione, sono la gestione delle relazioni nel gruppo classe e la cura di se per ogni alunno, una reimpostazione del lavoro educativo, la responsabilità verso se stessi e verso gli altri che può condurre a non essere spettatore ma artefice della vita di classe. 

Pubblicità
  • Artigiani di pace

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: