Gruppi A.m.a.

DAL MANUALE OPERATIVO DELL’AUTO MUTUO AIUTO (AMA) PREPARATO DALL’ASSOCIAZIONE AVAMPOSTO.EDUCATIVO ONLUS

 

La nascita dei gruppi AMA

-Peter Kropotkin e le origini del AMA: Nel 1897 Peter Kropotkin, filosofo sociale russo in esilio, scrive un libro pioneristico dal titolo “Mutual Aid”, in cui avanza la tesi secondo cui la stessa evoluzione della specie umana sarebbe stata impossibile senza l’attitudine degli uomini a “riunirsi” fra loro, a fare corpo comune, a cooperare, a sostenersi reciprocamente di fronte a comuni problemi o pericoli esterni. Cooperazione e aiuto per la sopravvivenza evidenziati già nella tribù preistoriche.

Nel  1935 nasce l’Anonimi Alcolisti ad Akron negli Stati Uniti e nel 1964 il Club degli Alcolisti in Trattamento (CAT) nella ex Jugoslavia con Vladimir Hudolin, negli anni ‘60 – ‘70 in America nascono esperienze di autocoscienza femminile che sono fonti ispiratrici all’auto mutuo aiuto. In Italia solo nel 1978 si costituisce il primo CAT a Trieste, di seguito negli anni ’80 nascono a Prato i primi gruppi di auto mutuo aiuto nell’ambito della salute mentale e dagli anni ’90 sorgono diverse realtà di mutualità tra cui l’Associazione AMA. di Trento (1995).

L’idea A.M.A. è nata con gli Alcoolisti Anonimi, ma è funzionale l’utilizzo di tale modello con persone aventi a che fare anche con altri disagi, ad esempio i disturbi d’ansia (attacchi di panico, fobie, etc.), il gioco d’azzardo, le malattie tumorali, le cardiopatie, i problemi di coppia, l’essere separato, divorziato e/o vedovo, la difficoltà a realizzarsi sentimentalmente, la disoccupazione, l’essere il familiare di un paziente malato, la situazione di ex carcerato, di ex paziente psichiatrico, la tossicodipendenza, l’esser partner di tossicodipendenti, la depressione, la solitudine, i disturbi sessuali, i figli con handicap, i disturbi alimentari. Nel tempo, in funzione dei disagi che emergono, se ne aggiungono sempre dei nuovi.

 

Definizione e significato

-Stefano Bertoldi, dell’Assoc. AMA, definisce i gruppi: “Un momento d’incontro tra persone, singole, in coppia o famiglie, unite da uno stesso problema (dipendenza, stato di bisogno, difficoltà in generale, condizione di vita) per rompere l’isolamento, per raccontarsi le proprie esperienze di vita (gioiose o dolorose), per scambiarsi informazioni e soluzioni, per condividere sofferenze e conquiste con l’obiettivo di riscoprirsi risorsa, non solo per sé, ma per l’intera collettività”.

-Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) tali gruppi sono: “Insieme delle misure adottate da non professionisti (volontari) per promuovere, mantenere o recuperare la salute fisica, psicologica e sociale di una determinata comunità”. E ancora, definisce i gruppi di self-help come : “Strutture di piccolo gruppo […] di solito costituiti da pari che si uniscono per assicurarsi reciproca assistenza nel soddisfare dei bisogni comuni, per superare un comune handicap o un problema di vita, oppure per impegnarsi a produrre desiderati cambiamenti personali o sociali”.

 

Possiamo, in sintesi, dire che l’auto mutuo aiuto è uno strumento che trasforma le singole esperienze in risorse per tutti. E’ una pratica che mette in primo piano il cittadino in qualità di protagonista attivo nella risposta ai disagi e problemi quotidiani. E’ un contributo della società a se stessa nel miglioramento della qualità della vita.  Un gruppo è generalmente composto da una stretta cerchia di persone portatrici, direttamente o indirettamente, di un problema comune, coadiuvate da uno o due facilitatori. Durante le riunioni i componenti del gruppo espongono, discutono, ma soprattutto condividono le proprie esperienze. Lo scopo del facilitatore è quello di agevolare lo scambio delle ricchezze soggettive e di valorizzarne gli aspetti utili al gruppo. Si è evidenziato che, in molti casi, con il passare del tempo, le attività del gruppo compiono un’evoluzione: i componenti, arricchiti dalle risorse acquisite, passano dalla sola partecipazione alle riunioni ad attività di più concreta utilità sociale. Sempre nel tempo,  si osserva, inoltre, un moltiplicarsi dei gruppi e un cambiamento di cultura e attenzione sociale nella stessa comunità cittadina.

Una comunità ricca di mutualità e che può offrire gruppi AMA è una comunità dove vi è di sicuro un alto indice  della Qualità dei Rapporti Interpersonali.

Generalmente gli obiettivi dei gruppi di Auto-Mutuo Aiuto sono:
-Aiutare i partecipanti ed esprimere i propri sentimenti.
-Sviluppare la capacità di riflettere sulle proprie modalità di comportamento.
-Aumentare la capacità di riflettere sulle proprie modalità di comportamento.
-Aumentare le capacità individuali nell’affrontare i problemi.
-Aumentare la stima di sé, delle proprie abilità e risorse, lavorando su una maggiore consapevolezza personale.

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